Conservazione ex situ

Raccomandazioni per la conservazione ex situ e l'introduzione di piante minacciate (FR)

 

Raccomandazioni per la conservazione ex situ di specie minacciate

 

   In breve:
  • Idealmente vengono conservati da 500 a 5'000 individui per campione (accessione) di una specie.
  • Le condizioni di coltivazione ex situ si avvicinano il più possibile a quelle in natura. 
  • Per il materiale destinato a un'introduzione, il tempo per la coltivazione deve essere ridotto al massimo.                 

   Obiettivo:

  • Evitare un impoverimento della diversità genetica e una selezione orticola. 

 

La conservazione ex situ comprende la coltura in un giardino botanico e/o l'integrazione in una banca di semi di un campione (o di un accessione) di una specie la cui oriigne è selvatica, conosciuta e documentata. Per ogni popolazione sorgente, il materiale ottenuto è prelevato su più individui e deve essere representativo della diversità genetica di questa popolazione.

L'obiettivo della conservazione ex situ è quello di evitare l'estinzione locale, regionale o mondiale di una specie. Quando l'introduczione di una specie minacciata è ppianificata, è generalmente necessario moltiplicare ex situ il materiale vegetale raccolto. Tuttavia sia la conservazione ex situ che la moltiplicazione ex situ del materiale vegetale rappresetano diversi rischi. Per prevenirli, tali rischi e raccomandazioni sono descritti in seguito. 

Deriva genetica e consanguineità : rischi e raccomandazioni

Deriva genetica : delle piccole popolazioni che, a causa di fattori esterni, hanno perso una parte dei loro individui e dunque del loro materiale genetico e della loro diversità genetica, possiedono un pool di geni molto differente e impoverito rispetto al pool di geni originale. Questa perdita può diminuire il fitness delle piante e ridurre la capacità della poolazione di adattarsi ai cambiamenti ambientali.

Consanguineità e depressione da consanguineità : Un altro problema legato a popolazioni di piccole dimensioni è la consanguineità dato che aumenta la probabilità di incroci ripetuti tra individui strettamente impartentati. Di conseguenza la diversità genetica della popolazione diminuisce poco a poco.

Per evitare i rischi della deriva genetica e della consanguineità durante la coltivazione, è importante prelevare  un massimo di individui o di semi su un massimo di individui nella popolazione naturale. Secondo diverse fonti della letteratura, sarebbe ideale ottenere da 500 a 5'000 individui. Vedere anche le raccomandazione per la rimozione del materiale (individui) in popolazioni naturali.

In Svizzera, i campioni (o accessioni) di una specie che sono raccolti in popolazioni differenti non vengono mai mescolate, al meno fino ad oggi (e secondo le nostre conoscenze). Tuttavia, se il materiale prelevato proviene da popolazioni piccole con una vitalità ridotta, si suppone che il rischio di deriva genetica e di consanguineità sia elevato. In tali situazioni, nelle coltivazioni ex situ può essere saggio mescolare del materiale vegetale proveniente da varie popolazioni vicine l'una all'altra e con un un habitat analogo. I rischi che ne derivano sono l'ibridizzazione e la depressione ibrida, considerati meno gravi della deriva genetica. 

Incrocio di individui remoti: rischi e raccomandazioni

Quando degli individui di differenti popolazioni remote (distanziate geograficamente) vengono coltivate insieme, vi è il rischio che siano trasmessi dei geni inadatti, fatto che può portare ad una perdita della diversità genetica e di adattabilità ambientale. Qusto fenomeno è anche chiamato mescolanza (in inglese 'admixture') e depressione da mescolanza.

Per impedire la depressione da mescolanza, degli individui provenienti da popolazioni differenti dovrebbero essere mescolati unicamente se i loro habitats possiedono delle condizioni ecologicge molto simili (criterio di maggior priorità) e che le popolazioni sorgenti siano localizzate in prossimità le une alle altre. La distanza e gli eventuali ostacoli naturali che le separano (e che riducono o impediscono il flusso genetico tra le popolazioni) devono essere considerati in maniera particolare e nel caso di ostacoli poco rilevanti, la distanza può essere leggermente aumentata. In questo caso, una valutazione da parte di esperti è indispensabile. 

Selezione orticola e adattamento alle condizioni del giardino : rischi e raccomandazioni

Nel caso di una coltivazione in giardino esiste il rischio che in tempi molto brevi (poche generazioni) di producono delle modifiche genetiche che perturbino le proprietà/caratteristiche delle piante. Le piante si adattano alle condizioni nel giardino e non sono più adattate, o lo sono meno bene, alle condizioni delle loro popolazioni naturali. A causa delle condizioni ex situ, altre proprietà o caratteristiche potrebbero essere selezionate.

Per evitare un adattamento delle piante alle condizioni in giardino, è importante que la loro coltivazione riproduca al meglio le condizioni ambientali del loro habitat naturale („coltivazione biotopo“): tipo di suolo, offerta di acqua e nutrimenti. Inoltre dovrebbero essere in competizione con altre specie tipiche del loro habitat. 

Se la germinazione ha luogo nelle serre e le giovani piante sono poi ripiantate in strati, è importante di mantenere sia le germinazioni precoci che quelle tardive come pure le piante più grandi e quelle più deboli e gracili. In questo modo si conserva la diversità genetica della popolazione e non vi è una selezione orticola sulla base di criteri come la germinazione preococe e una bella fioritura.
Inoltre, una moltiplicazione che ha per scopo un'introduzione deve essere il più corta possibile. In questo caso, vale il principio „chi entra per primo - esce per primo“.

Ibridizzazione: rischi e raccomandazioni

In giardino esiste il rischio di ibridizzazione o di incrocio tra individui di taxa differenti ma imparentati quando in natura questi taxa non crescono insieme (ma sono isolati). Questo può risultare in discendenti sterili o degli ibridi fertili con la conseguenza di incidere (negativamente) sull'integrità genetica della specie.

Le specie di generi conosciuti per ibridizzarsi dovrebbero essere coltivati separati a sufficiente distanza le une dalle altre. Qui rivestono un ruolo fondamentale i "satelliti" di giardini botanici. Questo vale anche per la stessa specie con campioni (o accessioni) raccolte in popolazioni molto differenziate e/o con origini geografiche molto distanti.

Nel caso non si possa garantire una separazione spaziale sufficiente, durante la fioritura si consiglia di proteggere le piante dei rispettivi campioni (o accessioni) dall'impollinazione incrociata usando delle reti fini e impollinando i fiori a mano o con l'aiuto di colonie portabili di api o bombi.

Mutazioni successive: rischi e raccomandazioni

Ogni organismo subisce delle mutazioni sponanee. Nelle popolazioni naturali, si suppone che le mutazioni deleterie non si mantengono dato che vengono selezionate negativamente ed eliminate (per esempio a causa delle condizioni ambientali). Nelle coltivazioni ex situ, le plante sono generalmente viziate, cioé non subiscono lo stress idrico né quello nutritivo, sono liberate dalla concorrenza di altre piante come pure dagli erbivori. In queste condizioni, dunque, anche degli individui con delle mutazioni deleterie possono sopravvivere. Le mutazioni possono accumularsi nella popolazione e, in teoria, ridurre il successo di un'introduzione delle piante in natura.

Una delle più importanti regole è quella di limitare il numero di generazioni in coltivazioni ex situ. Questa regola permette di ridurre i rischi di depressione da consanguineità e di deriva genetica. La coltivazione "biotopo", ovvero simile alle condizioni naturali, può anche ridurre un'accumulazione di mutazioni.